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In Croazia vengono parlati diversi dialetti, raggruppati in tre principali gruppi linguistici: Čakavo, Kajkavo e Štokavo. Il primo è marcato soprattutto nella zona costiera del paese (fino all'Istria) e nelle isole della Croazia, il secondo arriva ad essere parlato nel nord del paese, in prossimità del confine con la Slovenia e fino a toccare alcuni villaggi dell'Ungheria. Spesso, è d'uso denominare i gruppi dialettali in base al corrispondente pronome interrogativo e cioè Ča, Kaj, Što (che, cosa).
Il dialetto Čakavo viene spesso inteso come il primo grande ceppo linguistico della letteratura croata, intendendosi quello in uso come lingua letteraria dei croati. Tra i primi documenti in tale dialetto vi troviamo in primis il Giudita di Marko Marulić (latinizzato Marcus Marulus), celebre scrittore del Quattrocento di Spalato, il quale non solo scrisse in latino ma fu uno dei primi a scrivere in lingua illirica, usando appunto il dialetto suddetto.
Il dialetto Kajkavo è parlato nelle aree interne del paese, nella capitale Zagabria e anche nelle regioni di confine con l'Austria (come il Burgenland), l'Ungheria, la Romania e anche quella a confine con la Slovenia. Con quest'ultima, tale dialetto va a costituire tutti quei dialetti parte delle lingue slave meridionali (differenziandosi cioè da quelle occidentali dei paesi che vanno dalla Polonia alla Repubblica Slovacca, e da quelle orientali russo-ucraine).
Il terzo infine, lo Štokavo, è praticato in gran parte della zona interna, arrivando fino alla zona meridionale di confine con il Montenegro (nella parte estrema della costa), con la Bosnia-Erzegovina, con il Kososvo e con le regioni di confine del Bačka settentrionale. Questo dialetto è di gran lunga il più diffuso, essendo parlato anche da serbi, montenegrini e bosniaci, e stando alla base della lingua scritta delle suddette culture.
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