Economia croata

Economia croata

Industria navale CroaziaCon la proclamazione dell'indipendenza della Croazia dalla Jugoslavia il 16 giugno 1991, il paese si è avviato verso sistema economico di tipo liberista, con ampie aperture al mercato e all'iniziativa privata. Negli ultimi anni l'economia, provata dai precedenti anni della guerra dei Balcani, si è consolidata a livelli mai raggiunti prima, presentandosi con una crescita forte, con un'inflazione bassa e una disoccupazione in calo.

Alla vigilia della dichiarata indipendenza dalla Jugoslavia, l'economia croata aveva un carattere misto agricolo-industriale, nonostante vi fosse già d'allora una larga presenza di attività terziarie, sviluppate particolarmente lungo le coste adriatiche e sulle isole della Dalmazia, da sempre una delle zone turistiche più frequentate d'Europa. Oggi, la popolazione attiva e circa il 48% della popolazione totale, di cui il 2,7% è occupata nel settore agricolo.

La produzione industriale attualmente rappresenta il 20% del Pil e il 25% dell'occupazione croata, rimandendo pertanto nella media europea. Le attività industriali sono rappresentate dai settori di base, come quello siderurgico e metallurgico, petrolchimico e meccanico con produzione di macchine agricole e tessili, materiale ferroviario e meccanico in genere. Nei porti dell'Adriatico si è sviluppata l'industria cantieristica navale. Altre industrie particolarmente diffuse sono quelle tessili, del legno e degli alimentari. Il sottosuolo della Croazia fornisce antracite e bauxite che si trovano in particolare in Istria e giacimenti di petrolio e gas naturale che si trovano nella Slavonia orientale nelle pianure della Drava e della Sava. Da queste zone il greggio viene inviato alle raffinerie di Fiume.

Le esportazioni croate si basano principalmente sull'ingegneria navale, sulla produzione di alimenti e bevande, sulla produzione di macchine ed apparecchi elettrici e industriali. In totale i prodotti industriali rappresentano il 95% di tutte le esportazioni del paese. L'industria alimentare, che comprende anche bevande e tabacco, genera il 20% del prodotto interno lordo croato facendone in questo modo il settore più importante di tutto l'economia del paese. 

L'industria della pesca è un settore tradizionalmente trainante e arriva dalla tradizione economica della costa delle isole croate. La produzione annua si attesta sulle 15.000 t di pescato. La produzione di pescato di acqua dolce raggiunge le 4800 tonnellate l'anno. Le industrie conserviere e della lavorazione del pesce rivestono un ruolo particolare.

L'agricoltura, che fornisce circa l'8% del Pil, è praticata estensivamente nelle pianure danubiane e fornisce in prevalenza cereali, come frumento e mais, oltre che patate, prugne, barbabietole da zucchero, vite e olivo. La produzione vitivinicola croata si estende su un territorio di circa 59.000 ettari. Esiste un totale di 3,15 milioni di ettari adibiti a terreni agricoli in Croazia, di cui il 64% usato come coltura, il resto usato per allevamenti vari, pascoli o per peschiere. La produzione agricola nazionale riesce a coprire il fabbisogno del paese l'intero, nei settori del consumo di cereali, zucchero e per la maggior parte dei vegetali. Il patrimonio zootecnico è costituito da bovini, ovini e suini.

 

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