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Dai dati dell'ultimo censimento del 2001 in Croazia, la struttura etnica del paese vedeva una netta prevalenza dell'etnia croata di religione cattolica, circa il 90% del totale della popolazione, seguito dalla minoranza serba di religione ortodossa con circa 4,5%. Come è noto nel paese è presente una piccola minoranza italiana pari allo 0,4% della popolazione totale. Sempre secondo i dati del suddetto censimento, la popolazione della Croazia ammonterebbe a circa 4.400.000 abitanti.
Il tasso di incremento della popolazione ha tuttavia subito negli ultimi anni un regresso del 2,9/1000, tasso più basso tra quelli delle repubbliche dell'ex Jugoslavia. Prima del conflitto con la Serbia, la popolazione urbana del territorio croato ammontava a circa il 51% del totale, con sette città che superavano i 50.000 abitanti, 4 di queste salivano anche a 100.000: Osijek in Slavonia, Spalato, Fiume e Zagabria. Oggi la percentuale della popolazione urbana è salita al 59%, con lo strano fenomeno (apparentemente contraddittorio) delle grandi città che hanno perso abitanti. Per esempio Zagabria la capitale è passata da 860.000 abitanti, prima del conflitto con la Serbia, agli attuali 780.000. La tradizione urbana della Dalmazia assume un carattere del tutto particolare: appartenuta fino a 1797 alla Repubblica di Venezia e poi, a parte la parentesi degli Asburgo, all'Italia fino al 1947, presenta profonde influenze italiane. Città come Pola (Pula), Fiume, Zara (Zadar), Dubrovnik (Ragusa), Spalato, Sebenico (Sibenik) e altri centri minori, conservano ancora l'impronta tipica dell'architettura veneziana, nonché i tratti somatici della popolazione dell'antica Serenissima.
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